Silvia Giordani (Vicenza, 1992)
 
Vive e lavora a Venezia.
Nel 2018, presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, consegue il Diploma Accademico di II Livello, indirizzo Decorazione - Arte Contemporanea. Presso la stessa Accademia collabora dal 2015 al 2018 come assistente al corso di Anatomia Artistica e di Decorazione.
 
Nel 2023 partecipa alla mostra collettiva “Se il paesaggio è simbolico”, Boccanera Gallery- Milano. Nel 2022 inaugura la sua mostra personale “Dov’è lontano”, a cura di Matteo Sormani e Amanda Hawkins Beltrame, Palazzo Cordellina, Vicenza e la mostra bi-personale Klementina Golija & Silvia Giordani, alla Galerie Vorspann|Galerija Vprega, Bad Eisenkappel, Austria. Nel 2021 viene selezionata per il programma di residenza per artisti 2021-2022 della Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia. Con la stessa Fondazione nel 2022 partecipa alla mostra collettiva “Poison Green”, alle gallerie di Piazza San Marco, Venezia e ad Artefiera Bologna 2022. Nel 2021 è selezionata come artista in residenza di “Inedita 2”, a cura delle gallerie Alberta Pane, Ikona e Marina Bastianello. Riceve la menzione d’onore al Prisma Art Prize 2022, è finalista al Premio Nocivelli nel 2021 e menzionata al Combat Prize nel 2019. Nel 2021 partecipa a “Perché siamo come tronchi nella neve”, mostra collettiva a cura di Luca Zuccala e Andrea Tinterri, Società Umanitaria, Praevenus, Milano e “ReA Art Fair”, Fabbrica del Vapore, Milano. Nel 2020, assieme a 10 artisti emergenti, apre a Mestre lo spazio indipendente “Kadabra studio” e partecipa alla mostra collettiva “Whatever it takes”, a cura di School for Curatorial Studies Venice, A plus A gallery, Venezia. Nel 2019 è parte della mostra “Abstract Mind”, CICA Museum, Gimpo, South Korea.
 
Silvia Giordani usa la massa per raccontarci l’assenza, la scomparsa delle cose. Non appena entro nel suo studio l’occhio mi cade sul libro a terra. Ai piedi di questo enorme masso raffigurato trovo “Le non cose” di Byung-Chul Han e già di per sé questo contrasto mi appare subito molto curioso. Non per quello che contiene, perfettamente in linea con la poetica dell’artista, quanto perché la presenza dell’uno va ad annullare quella dell’altro. Anche per Giordani, come per gli altri assegnatari degli studi, il tema del paesaggio è preponderante, ma i suoi dipinti non ne mettono in evidenza un ambiente bucolico, quanto uno patinato. Un luogo-non luogo senza spazio e senza tempo, più vicino alla freddezza della stampa che alla matericità della pittura. Tutto, al loro interno ci confonde, a partire dal mezzo usato. Silvia applica infatti uno stile pittorico personale imperniato sul ritaglio. Questi enormi massi, calati nel presente ma provenienti dal passato o dal futuro, sembrano infatti dei collage digitali e ci riportano alla dimensione del sintetico e del manipolato.
Eva Comuzzi, curatrice della mostra “Poison Green”, gli artisti degli atelier Bevilacqua La Masa 2021-22

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