Inaugurata l'11 marzo, fino a domenica 9 aprile è in corso in Sala Boggian al Museo di Castelvecchio, a Verona, «Linee di luce e ombra», mostra di opere di stampe di Marina Bindella, artista di fama internazionale che nel 2016 ha donato al Gabinetto Disegni e Stampe del museo una selezione delle sue incisioni. La mostra, a cura di Alessandro Corubolo, socio accademico della Cignaroli,  e Sara Rodella, è relativa a una trentina di opere a partire dal morbido sfumato di «Vista Rovesciata» del 1986 e, attraverso la forza del contrasto bianco e nero di «Filigrane» e di «Fogliaspina» della metà degli anni '90, giunge alle infinite variazioni di segno di «Pagine abrase» del 2015.
Anche le opere per l'editoria sono contraddistinte dalla tensione nel trasmettere con il segno grafico le sensazioni espresse dalla parola, amplificandone l'incisività. Emblematica la sequenza di incisioni eseguite a corredo di «Rose Ombre Rose» di Ingeborg Bachmann: il segno grafico illustra le poesie dell'autrice austriaca in una ricerca esecutiva che coinvolge le parole stesse. A completamento della mostra, una piccola sezione, a valenza didattica, è dedicata al mestiere dell'incisore. Sono esposti una matrice in legno, una prova di stampa e altri strumenti di lavoro come sgorbie, bulini, rulli per inchiostrare.
La donazione di Marina Bindella costituisce un importante accrescimento delle collezioni museali del Comune di Verona, città cui l'artista è legata, e rappresenta la testimonianza di una produzione riconosciuta nel panorama della grafica contemporanea, con opere significative, che illustrano l'evoluzione della sensibilità dell'artista, perugina di nascita, che insegna Xilografia e Storia della stampa all’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora e dove dopo la maturità classica si è laureata in Lettere (Storia dell’arte, all’Università la Sapienza). 
Nel 1986 Marina Bindella si diploma in Incisione alla Scuola delle Arti Ornamentali di San Giacomo e l'anno successivo lavora alla tesi per la specializzazione universitaria, studiando l’incisione polacca. Nella prima metà degli anni Novanta frequenta artisti significativi dell’area dell’astrazione, fra cui Guido Strazza, Carlo Lorenzetti, Enrico Della Torre, Giulia Napoleone, con i quali stabilisce rapporti di collaborazione. Il suo lavoro si concentra inizialmente sulla xilografia, mentre negli anni più recenti si estende a disegni, acquerelli e pitture a olii e graffito su tavola. Partecipa alle più importanti rassegne internazionali di grafica, ottenendo vari premi e riconoscimenti. Ha tenuto numerose mostre personali, tra le quali le più significative sono la doppia personale «Strazza/Bindella-incisioni» alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Ciampino (2006) e «Corpi celesti», alla galleria Porta Latina di Roma (2013). Del 2015 è la sua personale «Marina Bindella: Finis Terrae» al Mlac, il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma. Particolarmente significativo l’impegno di Marina Bindella nel campo del libro.
La mostra della sua donazione in Sala Boggian al Museo di Castelvecchio è aperta tutti i giorni dalle 8,30 alle 19,30 (al lunedì solo pomeriggio: 13,30-19,30) con chiusura della biglietteria alle 18,45. La visita della mostra è compresa nell'ingresso al Museo (biglietto intero  6,00 euro).